Gruppo Comunale di Protezione Civile

Ventanni di attività del gruppo comunale di Protezione Civile di San Giovanni al Natisone - 1991 / 2011

Negli anni successivi alla fine della seconda guerra mondiale, venivano presentati infruttuosamente progetti di legge specifici relativi al soccorso alle popolazioni colpite da eventi calamitosi, ma solo con la L. 996/1970 si regolamentavano gli interventi di ”protezione civile”, limitandone comunque l’ambito alle sole attività di soccorso ed assistenza.

Fu a seguito del disastroso terremoto che colpì il nostro Friuli nel 1976, in occasione del quale venne nominato un Commissario straordinario per l’emergenza, che si adottò un sistema di interventi che permise una rapida ed efficiente fase ricostruttiva dei territori disastrati, operando in strettissimo accordo con la Regione e le Autonomie locali. Ma quella tragica esperienza servì anche a far comprendere che non bastava una struttura che intervenisse sull’emergenza conseguente una calamità. Si intuì che era necessario intervenire “prima” che gli eventi calamitosi accadessero, adottando provvedimenti preventivi al fine di evitare il verificarsi delle calamità, o quantomeno di ridurne gli effetti.

Pertanto la Regione Friuli-Venezia Giulia, precorrendo i tempi, nel 1986 promulgò la Legge n. 64, concernente: ”Organizzazione delle strutture ed interventi regionali in materia di protezione civile”, individuando i quattro “ambiti” in cui sviluppare l’attività di tutela delle persone e dell’ambiente in cui vivono: PREVISIONE-PREVENZIONE-EMERGENZA-RIPRISTINO. A livello nazionale solo nel 1992 con la L.n.225 si addiveniva ad una regolamentazione degli interventi di tale natura, istituendo il SERVIZIO NAZIONALE DI PROTEZIONE CIVILE.

Sulla scia di questi eventi e delle relative norme legislative, anche nel comune di San Giovanni al Natisone si fece strada l’esigenza di istituire il “Gruppo Comunale di volontariato di Protezione Civile”, che avvenne con delibera del Consiglio Comunale n. 40 del 31 maggio 1991, cui facevano parte 31 volontari, provvisoriamente coordinata dal responsabile comunale per la Protezione Civile geometra EZIO STEFANUTTI. Venne identificato anche un locale adeguato da adibire ad uso sede, per lo svolgimento delle riunioni, l’organizzazione del servizio e l’allocamento delle attrezzature, presso lo scantinato della Villa de’ Brandis; tempo dopo la sede venne spostata nei locali-lavanderia dell’ex asilo nella località di Bolzano, già magazzino comunale.

Successivamente, a seguito delle evoluzioni legislative, con delibera della Giunta Comunale n. 665 del 4 dicembre 1994, con decorrenza 01.01.1995, venne nominato coordinatore del Gruppo Comunale di Protezione Civile ANDREA LAVARONI, che nel recente passato aveva rivestito anche la carica amministrativa di consigliere comunale delegato alla Protezione Civile.

Alla proficua ed incisiva attività del nuovo coordinatore va ascritto il merito di una impostazione della squadra di volontari efficiente ed efficace, avendoli avviati alla frequentazione di corsi di addestramento e di formazione, sia in sede che fuori, al fine di specializzarli negli interventi in emergenza e nell’uso delle attrezzature e dei mezzi necessari a tali evenienze. Proficua fu anche la sua azione nel dotare la squadra di tali strumenti, richiedendo agli enti competenti, in primis al Dipartimento Regionale di Protezione Civile, ma anche ad enti statali e al comune stesso, i finanziamenti indispensabili per l’attività di Protezione Civile.

Negli undici anni della gestione di Andrea, il Gruppo comunale di P.C. sviluppò una rilevante capacità di intervento, migliorando ed affinando competenza e perizia nelle attività cui venivano destinati.

Quando alla fine del 2005 decise di passare la mano, il testimone venne raccolto da un suo caposquadra STEFANO MASAU, il cui incarico venne ufficializzato con Decreto del Sindaco  Prot. N. 22.938 del 20.12.2005 con il quale venne nominato Coordinatore del Gruppo Comunale di Protezione Civile, con decorrenza 01.01.2006.

La gestione di Stefano proseguì naturalmente sulla falsariga del suo predecessore, in quanto i due volontari avevano sempre agito in sincronia e collaborazione. Il nuovo corso, comunque, si andava sempre più caratterizzando per l’introduzione di fattori tecnologici, sulla scorta di quanto andava richiedendo anche la Protezione Civile della Regione.

In questo ventennio il Gruppo comunale di Protezione Civile di San Giovanni al Natisone si è distinto per un’attività intensa e costante, innanzitutto sul territorio comunale, svolgendo azioni di monitoraggio degli stati di criticità nelle fasi di allerta meteo ed intervenendo nelle eventuali emergenze conseguenti ad eventi calamitosi; agendo in supporto alla polizia municipale in occasione di eventi locali; programmando incontri informativi/formativi con la popolazione e le scolaresche, nell’ambito dei quali nel 2010/2011 è stato intrapreso un percorso didattico-formativo denominato “PC Junior – La Protezione Civile da 11 a 13 anni”, svolto con le classi della scuola secondaria di primo grado e conclusosi con la creazione del Gruppo Scolastico di Protezione Civile.

I Volontari inoltre sono stati coinvolti in diverse emergenze, sia nazionali che regionali, a seguito di situazioni calamitose e catastrofiche. In ordine cronologico gli eventi più salienti cui hanno partecipato sono: il terremoto del Molise nel 2002, l’alluvione della Valcanale e Canal del ferro nel 2003, l’alluvione di Pordenone nel 2005, la tromba d’aria nella pineta di Grado nel 2008, l’emergenza neve a Milano nel 2009, il terremoto in Abruzzo nel 2009, l’alluvione nel Veneto nel 2010, accompagnata da vari interventi per eventi alluvionali del 2010, in particolare a Pavia di Udine, e varie operazioni di ricerca di persone scomparse.

In diverse occasioni il Gruppo è stato destinato anche a iniziative di carattere para-istituzionale in supporto alle forze dell’ordine, per avvenimenti particolari, fra cui si annovera l’intervento in occasione dei funerali del Papa Giovanni Paolo II°, le partecipazioni al 50° delle Frecce Tricolori, nelle tappe in Friuli del Giro d’Italia, alle Maratone, ecc.

Attualmente i Volontari del Gruppo di San Giovanni svolgono due attività che sono state loro richieste dalla Protezione Civile della Regione.

La prima è il “Servizio di piena”, che consiste nella sorveglianza degli argini fluviali del torrente Judrio nella zona di Chiopris-Viscone e Medea, al fine di segnalare la presenza di fontanazzi, rotte arginali, filtrazioni d’acqua, per dar modo di intervenire tempestivamente, scongiurando eventuali danni in occasione di eventi di piena.

La seconda è il “Progetto cordone ombelicale”, consistente nel trasportare, in turno mensile, il sangue cordonale, donato nel centro nascite dell’ospedale di Gorizia, al corriere che a sua volta lo trasporta alla Banca del Sangue del Cordone Ombelicale di Padova, unitamente ai campioni conferiti dagli altri presidi ospedalieri regionali.