La Storia

San Giovanni viene nominato per la prima volta in un documento del 1070 quando fu donato all'abbazia di Rosazzo dal Patriarca Enrico.
Alcuni resti archeologici rinvenuti nelle campagne fanno pensare che questo paese esistesse anche all'epoca romana in quanto era posto lungo la strada che da Aquileia portava a Cividale. E' probabile che nel 610 nell'attuale territorio di San Giovanni avvennisse lo scontro tra il Duca longobardo Gisulfo e le orde avare che saccheggiarono poi Cividale e gran parte del Friuli.
Più tardi il paese fece parte del Patriarcato e così passò alle dipendenze della abbazzia di Rosazzo.
Molto ebbero a soffrire gli abitanti del territorio tra il 1293 e il 1299 a causa delle interminabili lotte tra Vecellio di Gramogliano e i signori di Manzano, i quali si contendevano il possesso di Villanova (frazione di San Giovanni).
Più volte a San Giovanni e a Modoletto vennero convocati i Parlamenti Generali del Patriarcato: nel 1318, nel 1324 e nel 1334.
La notte del 25 gennaio 1348 un terribile terremoto distrusse gran parte del Friuli ed è forse in questo modo che Modoletto scomparve per non risorgere più. Oggi viene indicato solo per indicare alcuni campi con il nome di Modoles o il luogo dove poteva essere una mansio, stazione di posta lungo la strada che da Aquileia conduceva a Cividale.

Anche dopo la caduta del Patriarcato (1420) San Giovanni fece parte della gastaldia di Manzano e vi rimase fino al trattato di Campoformido (17.10.1797) Passò quindi all'Austria sino al 1866.

Durante il primo conflitto mondiale, per la sua posizione strategica, vicina al confine con l'allora Impero Austro-Ungarico e lungo la direttrice Udine-Trieste, e grazie allo scalo ferroviario che permetteva una notevole celerità nel movimento di truppe e di rifornimenti per il fronte, San Giovanni divenne sede dei vari comandi militari.
Nel 1917 saltò in aria la polveriera di Bolzano (frazione di San Giovanni); lo scoppio distrusse la frazione e lesionò le case di San Giovanni.
Gli austriaci giunti qualche giorno prima con lo sfondamento di Caporetto, ritennero doloso lo scoppio e internarono gli uomini nei campi di concentramento. L'esplosione della polveriera fece molte vittime tra i civili e i soldati.
Il Comune nel 1928 abbandonò il nome di San Giovanni di Manzano per assumere la denominazione attuale. Nel secondo conflitto mondiale San Giovanni al Natisone ebbe un ruolo importante nel settembre 1942 dallo scalo ferroviario pertì per il fronte russo la III divisione alpina "Julia"

BOLZANO

Con il censimento generale della popolazione la frazione venne accorpata al capoluogo, ma anche questa località ha un suo passato.

La prima menzione si ha nel 1190 con la seguente annotazione "in villa de Bolzano com paludibus novalibus" (nella villa di Bolzano con paludi di Novalis).

CASCINA RINALDI

E' la più piccola località del Comune.
In passato sin dal dopoguerra era un agglomerato di poche case, ora con l'avvento dell'industria della sedia è divenuta una vasta zona industriale.

Prende il nome da un ingegnere che edificò agli inizi del secolo in quel luogo una caserma per la Guardia di Finanza. Fu anche il primo caseggiato che compariva in una zona prossima al confine e pertanto in una zona strategica.

Durante la prima guerra mondiale vennero edificati fabbricati in legno per ospitare le truppe e i magazzini per lo stoccaggio del materiale di supporto.

MEDEUZZA

L'11 ottobre 1303 per la prima volta viene citata in un documento la località di Medeuzza.

Chiesa di MedeuzzaSi tratta di un lascito fatto da Sansone, padre di Mussius di Chiopris, che passato a miglior vita, volle che nell'anniversario della sua morte il sacerdote di Chiopris, con altri due preti, celebrasse il suo anniversario.

VILLANOVA

Il paese di Villanova forse è il più antico dell'intero territorio comunale; esisteva già nel 1293 quando i signori di Manzano e Vecellio di Gramogliano combattero per conquistarsi il feudo.

Nel 1308 Villanova venne incendiata dai nobili cormonesi per vendetta contro i signori di Manzano rei di aver sottratto i beni, comprese le donne, che in seguito avevano trasportato a Villanova.

DOLEGNANO

La prima menzione risale come San Giovanni al 1070 quando si ricorda che la contessa Chiesa di DolegnanoBrigida, madre del conte Marquardo e nonna del patriarca Volrico donò al neocostituito monastero di Rosazzo diversi beni tra i quali anche tre mansi (stazioni di tappa per viaggiatori lungo le strade romane) siti a Dolegnano.